September 2, 2006

versioni tradotte Platone

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Nacque da famiglia aristocratica, e fin da giovane età decise di dedicarsi alla vita politica; ma a causa di alcuni gravi avvenimenti tra i quali l’arresto e la condanna a morte di Socrate, suo anziano amico e maestro, il giovane si convinse a rinunciare alla vita politica ed a dedicarsi alla filosofia. Anche la parentela con il più potente dei Trenta tiranni, Crizia, suo zio, lo obbligò a rimanere lontano dalla politica della città praticamente per tutta la sua lunga vita. Nel 399 a.C., dopo la condanna a morte di Socrate, Platone si rifugiò a Megara. Nel 396 a.C. iniziò i suoi viaggi che lo portarono in Egitto, in Cirenaica dove conobbe Aristippo ed il matematico Teodoro, ed in Italia dove incontrò Archita di Taranto. A questo periodo probabilmente risalgono le redazioni dei primi dialoghi - i cosiddetti “Primi dialoghi diretti”. Questi dialoghi presentavano le discussioni di Socrate relative alla confutazione delle opinioni errate e contestavano l’innovativa cultura dei sofisti. continua

versioni tradotte Marco Aurelio

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Cesare Marco Aurelio Antonino Augusto (26 aprile 121 - 17 marzo 180) (nato Marco Annio Catilio Severo al matrimonio prese il nome di Marco Annio Varo) fu chiamato Marco Aurelio Antonino divenendo erede della carica di Imperatore, ufficio che resse dal 161 alla sua morte nel 180. Il suo nome Aurelio vuol dire d’oro. È ricordato come l’imperatore-filosofo, scrittore dei Dialoghi a sé stesso (in greco), che diede a Roma il periodo di pace più lungo della sua storia. Lo zio Antonino Pio lo adottò come figlio e designò come successore il 25 febbraio continua

versioni tradotte Luciano

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La produzione letteraria di Luciano spazia su generi ed argomenti tra loro molto differenti ma con una costante di fondo: la critica e la satira nei confronti delle scuole ufficiali così come dei pregiudizi dell’opinione volgare. Nell’ambito delle esercitazioni retoriche e delle declamazioni sofistiche sono da segnalare Falaride I e II, il Diseredato e il Tirannicida, oltre all’Elogio della mosca, che rientra negli encomi paradossali, genere in voga presso i retori dell’epoca. Tra le sue opere più significative c’è il trattato Come si deve scrivere la storia, esortazione ad una storiografia fondata sull’obiettività e lontana da ogni forma di adulazione dei potenti. Quasi come antifrasi alle sue teorie scrisse la Storia Vera, racconto fantascientifico continua

versioni tradotte Longo Sofista

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I sofisti (”i sapienti”) erano dei maestri di virtù che si facevano pagare per i loro insegnamenti. Per questo motivo furono criticati aspramente dai contemporanei, soprattutto da Socrate (e poi da Platone e Aristotele) che battezzò il movimento così in segno di spregio. Dobbiamo tuttavia rivalutare la figura del sofista, in quanto si guadagnava da vivere vendendo il suo sapere (quasi come gli insegnanti moderni). Poiché i ceti aristocratici avevano già dei precettori, i ceti emergenti si rivolgono ai sofisti per il bisogno di cultura. Questa figura dunque nasce per un’esigenza dei cittadini della polis. La retorica è il punto centrale del loro insegnamento continua

versioni tradotte Valerio Massimo

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Valerio Massimo è uno storico Romano del I secolo. Dopo Aver accompagnto nel suo proconsolato in Asia il suo protettore Sesto Pompeo, scrisse un manuale di esempi retorico-morali Factorum et dictorum memorabilium libri IX (31 d. C.). Opera erudita di carattere divulgativo, raccoglieva fatti e aneddoti ripresi da fonti diverse (tra le quali Marco Tullio Cicerone,Tito Livio,Varrone ed altri), suddivisi in 95 categorie continua

versioni tradotte Catone

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La sua reputazione di soldato era quindi consolidata; da quel momento in poi egli preferì servire lo stato a casa, esaminando la condotta morale dei candidati alle cariche pubbliche e dei generali sul campo. Pur non essendo egli personalmente coinvolto nel processo per corruzione contro gli Scipioni (l’Africano e l’Asiatico), fu tuttavia lo spirito che animò l’attacco contro di loro. Persino Scipione l’Africano, che si rifiutò di rispondere all’accusa, affermando solo: “Romani, questo è il giorno in cui io sconfissi Annibale”, venendo assolto per acclamazione, trovò necessario ritirarsi, auto-esiliandosi, nella sua villa a Liternum. L’ostilità di Catone risaliva alla campagna d’Africa quando discusse con Scipione per l’eccessiva distribuzione del bottino tra le truppe, e la vita sfarzosa e stravagante che quest’ultimo continua

versioni tradotte curzio rufo

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Quinto Curzio Rufo (latino:Quintus Curtius Rufus) Storico romano dell’ età dell’imperatore Claudio o di Vespasiano. È incerto se è possibile identificarlo con un politico di questo nome citato da Tacito Historiae. Fu l’autore di Storia di Alessandro Magno (Historiae Alexandri Magni) in dieci libri di cui i primi due perduti, dalla nascita alla morte del re macedone. L’opera risulta comunque più romanzesca e retorica che storica continua

versioni tradotte augusto

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Apparteneva per nascita alla gens Octavia, una ricca famiglia di Velletri, e fu adottato per testamento da Giulio Cesare, suo prozio, come figlio ed erede. La madre di Ottaviano, Azia era infatti figlia della sorella di Giulio Cesare. Il suo nome era in origine Gaio Ottavio Turino, ma secondo l’usanza romana, Ottavio prese il nome dello zio come parte del suo al momento dell’adozione. Quando Giulio Cesare morì Ottaviano aveva 18 anni. Il Senato, e in particolare Marco Tullio Cicerone, lo credevano un puer inesperto continua

versioni tradotte Aulo Gellio

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Rutilio Tauro Emiliano Palladio (IV secolo d.C.) fu uno scrittore latino di agricoltura. Ricco proprietario terriero (con terre in Italia e Sardegna). Compose un trattato L’opus agricolturae o De re rustica, formato da un libro introduttivo più dodici libri, uno per ogni mese dell’anno (con un’appendice in distici elegiaci sull’innesto) e per ultimo un libro (scoperto nel ‘900) di veterinaria. continua

versioni tradotte Aulo Gellio

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Aulo Gellio (Aulus Gellius) nacque a Roma nei primi anni del principato Adrianeo, si presume intorno, o poco prima, del 125 d.C. Dopo gli studi compiuti con Tito Castricio e Sulpicio Apollinare, si recò in Grecia per completare la sua istruzione, e qui conobbe, tra gli altri, Erode Attico. Gellio iniziò la sua carriera a Roma come giudice extra ordinem (straordinario). Fu molto amico del filosofo Favorino, spesso citato nella sua opera principale, l’unica conservatasi, le Noctes Atticae (Notti attiche). La sua posizione sociale nella Roma di Antonino Pio era senz’altro nella fascia dell’elite, come si evince dalle sue frequentazioni. Mentre le scarne note biografiche di cui sopra si ricavano dalle Notti attiche stesse, incerta è la data della morte. Poiché la “pubblicazione” dell’opera avvenne verso il 159, alla fine dell’Impero di Antonino Pio, è molto probabile che Aulo Gellio abbia continua

versioni tradotte cornelio nepote

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Cornelio Nepote (100 a.C. - 27 a.C.) fu storico e scrittore antiquario latino. Forse nacque ad Hostilia, un villaggio della Gallia Cisalpina, non lontano da Verona. Le sue origini galliche sono attestate da Ausonio, e Plinio il vecchio lo definisce Padi accola, “abitante sulle rive del Po (Naturalis historia, 3, 22). Fu amico di Catullo, il quale gli dedicò il suo Liber (1, 3), di Cicerone e di Attico. Eusebio lo colloca nel quarto anno del regno di Augusto. Plinio il vecchio riferisce che morì sotto il regno di Augusto. continua

versioni tradotte Eutropio

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Eutropio, fu uno storico e maestro di retorica latino. Vissuto nella seconda metà del IV secolo, prese parte alla spedizione dell’imperatore Giuliano contro i Persiani nel 363. Successivamente ricoprì incarichi di estrema importanza a Costantinopoli, al servizio dell’imperatore Valente (364–378), di cui fu segretario e storico (magister memoriae) e su richiesta del quale scrisse il Breviarium ab Urbe condita (Breviario dalla fondazione di Roma). Un altro storico, Giorgio Codino, nel suo De originibus Constantinopolitanis (Le origini di Costantinopoli), afferma che Eutropio fu segretario di Costantino I, ma non è chiaro se si tratta della stessa persona. Morì forse nel 370. Il Breviarium historiae Romanae, in dieci libri, è un compendio della storia continua

traduzioni tragedie di Seneca

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Le tragedie di Seneca sono le sole opere tragiche latine pervenute in forma non frammentaria, costituiscono quindi una testimonianza preziosa sia di un intero genere letterario, sia della ripresa del teatro latino tragico, dopo i vani tentativi attuati dalla politica culturale augustea per promuovere una rinascita dell’attività teatrale. In età giulio-claudia (27 a.C.–68 d.C.) e nella prima età flavia (69–96) l’élite intellettuale senatoria ricorse al teatro tragico per esprimere la propria opposizione al regime (la tragedia latina riprende ed esalta un aspetto fondamentale in quella greca classica, ossia l’ispirazione repubblicana e l’esecrazione della tirannide). Non a caso, i tragediografi di età giulio-claudia e flaviana furono tutti personaggi di rilievo nella vita pubblica romana. continua

traduzione de clementia di Seneca

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Il De clementia (”La clemenza”) fu composto tra il 55 e il 56 e ci è giunto incompleto (non è chiaro se incompiuto o mutilo). L’opera è indirizzata a Nerone, da poco divenuto imperatore, di cui Seneca elogia la moderazione e la clemenza, definita come la “moderazione d’animo di chi può vendicarsi o l’indulgenza nella scelta delle pene da parte di un superiore verso un suo sottoposto (temperantia animi in potestate ulciscendi vel lenitas superioris adversus inferiorem in constituendis poenis [3, 1]). Il sovrano clemente, dice l’autore, dovrebbe comportarsi con i suoi sudditi come un padre con i figli. Seneca non mette in discussione il potere assoluto dell’imperatore, ed anzi lo legittima come un potere di origine divina. A Nerone il continua

versioni tradotte seneca

Filed under: Traduzioni — Temi svolti @ 11:59 am

Lucio Annéo Seneca, figlio di Seneca il Vecchio, nacque a Cordoba, capitale della Spagna Betica, una delle più antiche colonie romane fuori del territorio italico, in un anno di non certa determinazione; le possibili date attribuite dagli studiosi sono in genere tre: l’8 a.C., tra il 6 e il 4 a.C., l’1 a.C.: sono tutte ipotesi possibili che si fondano su vaghi accenni presenti in alcuni passi delle sue opere (in particolare De tranquillitate animi e Epistulae ad Lucilium). La famiglia di Seneca, gli Annei, ha origini antiche ed è Hispaniensis, cioè non originaria della Spagna, ma discendente da immigrati italici, trasferitisi nella Hispania Romana nel II secolo a.C., durante la fase iniziale della colonizzazione continua

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