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I sofisti (”i sapienti”) erano dei maestri di virtù che si facevano pagare per i loro insegnamenti. Per questo motivo furono criticati aspramente dai contemporanei, soprattutto da Socrate (e poi da Platone e Aristotele) che battezzò il movimento così in segno di spregio. Dobbiamo tuttavia rivalutare la figura del sofista, in quanto si guadagnava da vivere vendendo il suo sapere (quasi come gli insegnanti moderni). Poiché i ceti aristocratici avevano già dei precettori, i ceti emergenti si rivolgono ai sofisti per il bisogno di cultura. Questa figura dunque nasce per un’esigenza dei cittadini della polis. La retorica è il punto centrale del loro insegnamento continua