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Arte Barocca Italia Europa 3
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Nelle opere giovanili, che risalgono agli anni Venti, si avverte l'influenza del suo maestro Pieter Lastman nella scelta di soggetti drammatici, composizioni affollate e forti contrasti di luce. Il nobile slavo (1632, Metropolitan Museum of Art, New York) rivela la sua passione per i costumi esotici. Un magnifico esempio dello stile che caratterizza i ritratti giovanili è rappresentato dal Ritratto di un uomo con sua moglie (1633, Isabella Stewart Gardner Museum, Boston), che rivela una precisione nella rappresentazione dei modelli, dei dettagli degli abiti e dell'arredamento destinata a non comparire più nelle opere successive. Spesso erano i familiari a posare per lui: la madre dell'artista come Profetessa Anna (1631, Rijksmuseum, Amsterdam) e la malinconica Saskia nelle vesti della dea Flora (1634, Ermitage, San Pietroburgo).Nel centinaio di autoritratti realizzati, Rembrandt si sottopose a una penetrante autoanalisi. Questi dipinti gli servivano spesso come studi di emozioni e sentimenti e venivano incorporati nei quadri di soggetto storico e biblico, ma erano importanti anche per l'affinamento della tecnica del chiaroscuro, come testimonia l'Autoritratto del 1628 (Rijksmuseum), in cui i lineamenti emergono appena dall'ombra che copre gran parte del volto.Un Autoritratto del 1640 (National Gallery, Londra), ispirato a opere di Raffaello e Tiziano, mostra l'assimilazione del classicismo da parte di Rembrandt, sia nell'organizzazione formale sia nell'espressione della calma interiore. Il Ritratto del pastore mennonita Anslo con la moglie (1641, Staatliche Museen, Berlino), più pacato rispetto alle opere precedenti, coglie, come in altre opere di Rembrandt, un momento di un dialogo, rendendo magistralmente l'interazione tra le figure: il pastore parla, forse per spiegare un passo biblico, e la moglie ascolta tranquilla. Nella toccante Cena a Emmaus (1648, Louvre, Parigi) l'uso della luce comunica immediatamente il significato della scena. Nella celebre Ronda di notte, o più precisamente La guardia civica comandata dal capitano Frans Banningh Cocq (1642, Rijksmuseum), ritratta mentre esce dalla caserma per prepararsi a una sfilata, Rembrandt abbandona la convenzione pittorica e, invece di disporre le figure in file statiche, le riprende in un contesto dinamico.Molti paesaggi di questo periodo sono idealizzati, frutto della sua immaginazione più che descrizioni di località specifiche: non sono tipici della piatta campagna olandese, ad esempio, i rilievi ondulati con le antiche rovine della Vallata con fiume e rovine (Staatliche Gemäldegalerie, Kassel).Le opere migliori di Rembrandt risalgono agli ultimi due decenni della sua vita. Gli autoritratti e i ritratti di figure singole e gruppi, opere storiche e religiose, non mostrano più la ricerca barocca del dramma, del fasto e dei dettagli superficiali. Al contrario, rivelano un profondo interesse per gli stati d'animo e le qualità spirituali. Il colore è più ricco e la pennellata più vigorosa. Nell'Autoritratto del pittore da vecchio (1669ca., National Gallery, Londra) i lineamenti di Rembrandt tradiscono una vena leggermente sarcastica. In quello di Jan Six (1654, Stichting Jan Six, Amsterdam), raffigurato con uno sgargiante abito rosso, oro e grigio mentre si infila un guanto, lo stile semiastratto rivela il virtuosismo tecnico: un sottile gioco di luce illumina il volto del soggetto, rivelandone l'umore calmo e meditativo.Le opere di tema biblico rappresentano circa un terzo della produzione rembrandtiana. Quelle giovanili, di ispirazione barocca, accentuano il senso drammatico, mentre quelle più tarde, come Betsabea (1654, Louvre), Giuseppe accusato dalla moglie di Putifarre (1655, Staatliche Museen, Berlino) e il toccante Ritorno del figliol prodigo (1669ca., Ermitage,), mostrano un più marcato interesse narrativo.Per Rembrandt il disegno e l'acquaforte erano importanti quanto la pittura. Gli vengono attribuiti circa 1400 disegni, che raccolgono un'ampia gamma di immagini, molte delle quali fini a se stesse, non necessariamente studi preparatori. I disegni degli anni Trenta sono eseguiti a gessetti rossi e neri, quelli più tardi a penna e inchiostro su carta bianca, e rivelano l'intervento del pennello nella resa dell'accento tonale. In alcuni, come Il ritrovamento di Mosè (1635ca., Rijksprentenkabinet, Amsterdam), poche linee accentuate bastano a creare un'intensa espressività. Altri, invece, come La porta orientale di Rhenen (1648, Musée des beaux-arts, Bayonne), ricca di dettagli architettonici e prospettici, sono perfettamente rifiniti. Tra i disegni giovanili va ricordato il raffinato Ritratto di un uomo in poltrona visto attraverso una cornice (1634, collezione privata, New York) e tra quelli più tardi Nathan che ammonisce David (1656, Metropolitan Museum of Art, New York), realizzato a penna, e Donna assopita (Hendrickje, 1655ca., British Museum, Londra), un disegno a pennello di grande efficacia espressiva.Rembrandt realizzò anche famose acqueforti, sfruttando l'immenso potenziale di questa tecnica per creare linee straordinariamente espressive. Si servì anche, unendola all'acquaforte, dell'incisione a puntasecca, ottenendo nelle opere più tarde effetti particolari con la fresa (Vedi Stampa e Incisione). Particolarmente suggestivi sono il grandioso ritratto intero di Jan Six (1647), il Cristo guaritore, noto anche come la Stampa dei cento fiorini (1642-45ca.), il poetico paesaggio dei Tre alberi (1643) e il Cristo che prega o La piccola tomba (1652ca.), conservati al British Museum di Londra.Rubens, Pieter Paul (Siegen, Vestfalia 1577 - Anversa 1640), pittore fiammingo. Il suo stile contribuì a determinare gli aspetti più esuberanti, voluttuosi e vivaci della pittura barocca. Combinando la pennellata vigorosa, i colori luminosi e la luce della scuola veneziana con il vigore dell'arte di Michelangelo e il dinamismo formale della scultura ellenistica, Rubens creò uno stile vibrante, la cui forza emana dalla tensione tra lo spirito razionale e quello emozionale, tra il classico e il romantico. La sua opera influenzò artisti come Jean-Antoine Watteau, Eugène Delacroix e Pierre-Auguste Renoir. Rubens fu per circa nove anni presso Vincenzo Gonzaga, duca di Mantova, per il quale, oltre a eseguire opere originali (Adorazione dei pastori, 1608, San Filippo, Fermo), copiò alcuni dipinti rinascimentali della collezione privata e svolse funzioni diplomatiche presso Filippo III di Spagna. Durante il periodo italiano risentì dell'influenza delle prime opere barocche di Annibale Carracci e di Caravaggio, ed entrò in contatto con i principali intellettuali del tempo.Nel 1609, tornato nelle Fiandre, Rubens, che in Italia aveva dato vita a una delle prime espressioni del barocco, divenne pittore di corte dell'arciduca Alberto, viceré dei Paesi Bassi. Per far fronte alle numerose commissioni creò una grande bottega, che svolse un ruolo fondamentale per la sua produzione e fu frequentata dai più insigni artisti dell'epoca. Rubens solitamente dipingeva lo schizzo iniziale ed eseguiva la parte finale dell'opera, lasciando ai collaboratori l'esecuzione delle fasi intermedie. Molte opere gli vennero commissionate dalla Chiesa fiamminga proprio per le emozionanti interpretazioni che sapeva dare degli eventi religiosi; gli esempi più significativi sono il Trittico dell'Erezione della Croce (1610-11) e la Discesa dalla Croce (1611-1614), entrambi nella Cattedrale di Anversa. Tra il 1622 e il 1630 Rubens svolse numerose missioni diplomatiche. Durante una visita alla corte di Francia nel 1622, la regina Maria de' Medici gli commissionò, per il Palazzo del Lussemburgo, una serie di 21 grandi dipinti allegorici ispirati alla propria vita, completati nel 1625: Storie di Maria de' Medici (Louvre, Parigi).Inviato a Madrid dal viceré dei Paesi Bassi tra il 1628 e il 1629, ricevette dal re di Spagna Filippo IV incarichi di corte e diverse commissioni, esercitando, con le sue opere, una forte influenza sul giovane Diego Velázquez. In occasione di una successiva missione a Londra fu nominato cavaliere da Carlo I, per il quale eseguì diversi dipinti e compose gli schizzi preparatori per i dipinti del soffitto della Banqueting House a Whitehall Palace.Nell'ultimo decennio della sua vita, trascorso nelle Fiandre, lavorò intensamente per gli Asburgo, oltre a ritrarre la famiglia e la campagna fiamminga. Di questo periodo sono i dipinti Giardino d'amore (1635, Prado, Madrid), Paesaggio con arcobaleno (1636, Alte Pinakothek, Monaco) e Ritratto di Hélène Fourment e di due suoi figli (1635-1638, Louvre, Parigi).Una delle sue ultime opere è il famoso Giudizio di Paride (1635-1637 ca., National Gallery, Londra). In quest'opera, dove Paride deve scegliere la più bella tra Era, Atena e Afrodite, la ricchezza della creazione è simboleggiata dalla sensualità delle tre dee e dal verdeggiante paesaggio dello sfondo. I colori lussureggianti, lo scintillio di luci e ombre, la pennellata sensuale e l'elegante composizione contribuiscono al significato della narrazione.Velázquez, Diego Rodríguez de Silva (Siviglia 1599 - Madrid 1660), pittore spagnolo, massimo artista barocco del suo paese. Tra il 1611 e il 1617 lavorò come apprendista presso Francisco Pacheco, pittore manierista di Siviglia e autore di un trattato di pittura (El arte de la pintura, 1649). In questo periodo Velázquez assimilò gli stili pittorici più diffusi dell'epoca, in gran parte provenienti dal realismo italiano e fiammingo.Le prime opere, eseguite tra il 1617 e il 1623, possono essere raggruppate in tre categorie: i bodegones (dipinti di genere con nature morte), i ritratti e le scene religiose. Molti di questi lavori mostrano una forte influenza naturalista, come Il pasto (1617 ca., Ermitage, San Pietroburgo), forse la sua prima opera come artista indipendente, eseguita dopo aver superato l'esame per l'ammissione alla gilda di San Luca. Nei bodegones, come l'Acquaiolo di Siviglia (1619-20 ca., Apsley House, Londra), i magistrali effetti di luce e ombra, così come l'osservazione diretta della natura, rendono inevitabile il paragone con l'opera di Caravaggio. Per i dipinti religiosi, immagini di semplice devozione, Velázquez utilizzò come modelli persone ritratte direttamente nelle strade di Siviglia; nell'Adorazione dei Magi (1619, Prado), in cui figura anche un autoritratto, i modelli per le figure bibliche sono i suoi stessi famigliari.Velázquez, ben introdotto nella ristretta cerchia intellettuale di Siviglia, entrò in contatto con personalità come il poeta Luis de Góngora y Argote, del quale realizzò un ritratto (Museum of Fine Arts, Boston) nel 1622. Tali conoscenze furono importanti per i lavori successivi che trattano temi mitologici e classici.Nel 1622 Velázquez fece il suo primo viaggio a Madrid, dove tornò nel 1623. Nominato pittore ufficiale di Filippo IV, di cui eseguì un ritratto (1623, Prado, Madrid), continuò a dipingere molte altre sobrie e dirette rappresentazioni del re, della famiglia reale e di membri della corte. Fino al 1630, infatti, dedicò grande parte dei suoi sforzi alla ritrattistica, sebbene talvolta si sia avvicinato anche a soggetti mitologici, come nel Trionfo di Bacco o I bevitori (1628-29, Prado); questa scena di banchetto all'aperto, nella quale il dio del vino (Bacco) è rappresentato nell'atto di bere insieme a furfanti, testimonia il costante interesse del pittore per il realismo.Nell'agosto del 1629 Velázquez, influenzato probabilmente dalle conversazioni sull'arte italiana intrattenute con Rubens, lasciò Barcellona per Genova, per poi trascorrere due anni in viaggio per l'Italia: visitò Milano, Venezia, Firenze, Roma e Napoli, studiando da vicino e assimilando l'arte del Rinascimento e quella della propria epoca, come testimoniano molte opere eseguite in questo periodo. Tra queste si ricorda Fucina di Vulcano (1630, Prado), in cui le qualità scultoree, ispirate a Michelangelo, si combinano con la tecnica del chiaroscuro appresa da maestri italiani come Guercino e Giovanni Lanfranco.Tornato a Madrid, assunse di nuovo le mansioni di ritrattista di corte con l'intenso Principe Baltasar Carlos con un nano (1631, Museum of Fine Arts, Boston), reso ancora più pregnante dalla precoce morte del giovane principe. Nel 1634 diresse i lavori per la decorazione della sala del trono nel nuovo palazzo reale del Buen Retiro, per il quale progettò dodici scene di battaglia realizzate in collaborazione con gli artisti più prestigiosi dell'epoca, oltre a una serie di ritratti reali equestri. Gli interventi di Velázquez nel ciclo dei quadri delle battaglie comprendono la Resa di Breda (1634, Prado), che ritrae un generale spagnolo mentre riceve il comandante delle truppe fiamminghe sconfitte dopo l'assedio della città nel 1624. L'originale composizione en plein air, la delicatezza della pennellata e la forte espressività fanno di quest'opera la più celebrata composizione storica dell'arte barocca spagnola.Del periodo 1630-1640 è l'importante serie di ritratti di caccia della famiglia reale commissionata per la Torre de la Parada, un padiglione di caccia presso Madrid. Intorno al 1640 datano le famose raffigurazioni di nani di corte, i quali, diversamente dai buffoni ritratti da artisti precedenti, vengono trattati con rispetto e simpatia. Dopo essere entrato al servizio del re, Velázquez eseguì pochi lavori a soggetto religioso; le eccezioni più interessanti sono Storie dei santi Antonio abate e Paolo eremita (1642 ca., Prado) e Cristo in Croce (1632-1644 ca., Prado).Negli ultimi vent'anni dedicò molto tempo al lavoro di funzionario di corte e a quello di architetto, e ricevette l'incarico di decorare molte nuove stanze nei palazzi reali. Tra il 1649 e il 1650 fu di nuovo a Roma, dove dipinse due importanti ritratti (Juan de Pareja, Metropolitan Museum of Art, New York; Papa Innocenzo X, Palazzo Doria-Pamphili, Roma) e il suo capolavoro, Las Meniñas (Le damigelle di corte, 1656, Prado), un ritratto di gruppo della famiglia reale con un autoritratto dell'artista nell'atto di dipingere.Circa un secolo dopo, l'opera di Velázquez influenzò, uno dei più grandi pittori spagnoli, Francisco GoyaRibera, Jusepe de (Játiva, Valencia 1591 - Napoli 1652), pittore spagnolo, inaugurò la tradizione realistica nell'arte spagnola. Attivo principalmente a Napoli all'epoca del dominio spagnolo, Ribera si dedicò soprattutto a soggetti religiosi, ma fu anche il primo pittore spagnolo di temi mitologici. Le sue opere giovanili, influenzate dal drammatico chiaroscuro di Caravaggio e dalla pennellata sciolta ed espressiva di Tiziano, rivelano un gusto particolare per soggetti cupi e severi, specialmente nelle scene di martirio e di tortura, come il San Sebastiano (1620 ca., Museo di Osuna, Andalusia) e il Martirio di San Bartolomeo (1630, Prado, Madrid), intrisi di una drammatica intensità. Soprannominato lo "Spagnoletto" per la sua bassa statura, eseguì nel 1626 il Silenzio ebbro (Museo di Capodimonte, Napoli), celebre per il suo grottesco umorismo e per i violenti contrasti di luce.Nelle opere più tarde la composizione si fece più libera e i colori più chiari, riuscendo a rappresentare atmosfere più delicate, nelle quali la vita interiore dei personaggi divenne l'elemento principale. La Pietà e l'Apollo e Marsia, entrambi del 1637, conservati a Napoli nel Museo Nazionale di San Martino, rivelano uno stile elegante, con suggestioni di Van Dyck, e il passaggio dalla maniera di Caravaggio a quella barocca. L'abilità nel ritrarre la personalità del soggetto, così evidente in dipinti quali lo Storpio (1652, Louvre, Parigi), segnò un punto di rottura con le idealizzazioni del manierismo e fu la principale eredità che Ribera lasciò all'arte spagnola dei secoli seguenti.Longhena, Baldassarre (Venezia 1598-1682), architetto italiano, fu uno dei maggiori interpreti dello stile barocco in terra veneta. Allievo di Vincenzo Scamozzi, Longhena si formò sulla lezione delle opere veneziane di Jacopo Sansovino e di Andrea Palladio. Tali influssi sono particolarmente evidenti nel suo massimo capolavoro, la chiesa di Santa Maria alla Salute a Venezia, iniziata intorno al 1630 e completata cinquant'anni più tardi. La pianta ottagonale, i frontoni che ne adornano i fronti, la grande cupola centrale costituiscono sia un'elaborazione del modello dettato dalla non lontana chiesa del Redentore di Palladio, sia un ritorno a modelli tardoantichi. E tuttavia, con il grande apparato decorativo (le ampie volute del tamburo, le numerose statue e obelischi, l'elaborato lanternino), Longhena pose la chiesa della Salute sotto il segno inequivocabile del barocco. Tra le altre sue opere - tutte situate a Venezia - si ricordano i due edifici civili Ca' Pesaro e Ca' Rezzonico, iniziati rispettivamente nel 1660 e nel 1667.Poussin, Nicolas (Les Andelys, Normandia 1594-1665), pittore francese, fondatore e massimo rappresentante del classicismo secentesco. Originario della campagna normanna, studiò pittura a Parigi, dove venne a conoscenza del manierismo della scuola di Fontainableau. Nel 1624, dopo un soggiorno a Venezia, andò a Roma, dove visse quasi tutto il resto della sua vita. Le prime opere romane riprendono i principi del manierismo della seconda metà del Cinquecento, risentendo anche dell'influsso della pittura di Tiziano, del quale in quegli anni a Roma erano presenti i Baccanali, di proprietà del cardinale Aldobrandini. A questo periodo appartengono i dipinti Trionfo di Flora (Louvre), Baccanale con suonatrice di liuto (1631-1633, Louvre) e Diana e Endimione (Art Institute, Detroit), nei quali, insieme alla ricchezza cromatica di Tiziano, si avverte una propensione verso un'ideale compostezza, espressa da un disegno nitido e da una composizione semplice e solenne delle scene, che ha nell'opera di Raffaello la fonte ispiratrice. Poussin si recò a Parigi nel 1640 e ne ripartì dopo diciotto mesi, lasciando incompiuta la decorazione della Grande galleria del Louvre. Le sue opere del decennio seguente (1643-1653), come la Sacra famiglia (1648, National Gallery, Washington), divennero un punto di riferimento per il classicismo francese e mostrano composizioni serene e articolate, caratterizzate da colori chiari e luminosi e pervase da un'atmosfera solenne.Negli ultimi anni, a partire dal 1653, l'allegoria, il simbolismo e il misticismo cominciarono a svolgere un ruolo importante nella sua pittura, avvertibile in opere come Pastore arcade (1656 ca., Louvre) e Le quattro stagioni (1660, Louvre, Parigi), che, andando al di là della semplice illustrazione di eventi storici, sono un tentativo di indagine sui rapporti che legano l'uomo alla natura.La convinzione di Poussin che l'arte dovesse rivolgersi alla mente e non agli occhi, ossia che dovesse rappresentare le situazioni umane più nobili coltivando l'ordine ed evitando i dettagli, costituì la base dello stile accademico in Francia e in seguito il principale punto di riferimento per artisti come Jacques-Louis David, Jean-Auguste-Dominique Ingres e Paul Cézanne.

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